Tanto tuonò che piovve… Le tante denunce, le lamentele della gente, degli operatori turistici ed il tam tam sui social network hanno contribuito a smuovere una situazione divenuta ormai insostenibile e così ieri 30/06/2009 la Procura di Paola ha disposto il sequestro di cinque depuratori: Santa Maria del Cedro, Grisolia, Diamante e due impianti siti nel comune di Maierà. Tutti comunque continueranno ovviamente a funzionare mentre sotto stretta osservazione restano i depuratori di Paola, Fuscaldo Fiumefreddo e Guardia Piemontese. Sulle pagine di questo blog tanti sono gli articoli dedicati allo stato pietoso del Tirreno cosentino, anche in tempi non sospetti, quando stampa e politica locale non davano alcun peso al problema ma il mare stava già agonizzando così come l’economia che attorno ad esso ruota. Ma qualcuno ci prova sempre a sminuire i problemi… basta farsi un giro su internet e leggere gli attacchi verbali che subiscono quelli che denunciano il degrado. Perchè per “qualche mente illuminata” il problema non è il mare sporco, non sono i depuratori inefficienti o le condotte fognarie incomplete bensì chi queste cose le segnala. Il problema per “qualcuno” è costituito da quelle persone che portano a galla le inefficienze, gli sprechi. “Qualcuno” sulle righe di un quotidiano locale ha asserito che tutto sommato si tratta (a suo dire) di liquidi “biologici” e che non ci sarebbero inquinanti particolarmente pericolosi che tradotto significa: anche se c’è schifo che galleggia potete fare lo stesso il bagno,trattasi solo di fogna… E’ un esempio di dove alcuni amministratori locali possono arrivare per giustificare il loro operato…
01
Lug
09





Il mare da Diamante a Paola FA SCHIFO. Un DRAMMA per turismo e sviluppo.
La Procura di Paola sequestra cinque depuratori
del tirreno cosentino
Numerose le segnalazioni di bagnanti relativamente al mare sporco e di colore marrone
La Procura di Paola sequestra cinque depuratori del tirreno cosentino 30/06/2009 La Procura di Paola, sul Tirreno cosentino, ha disposto il sequestro di cinque depuratori della zona. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore Eugenio Facciolla d’intesa con il procuratore Bruno Giordano.
La decisione è stata presa dopo numerose segnalazioni di bagnanti che parlavano del mare lungo la costa tirrenica cosentina come sporco e di colore marrone. Dai primi accertamenti compiuti dalla Procura, secondo quanto si è appreso, è emerso che gli impianti o non funzionavano o erano scarsamente funzionanti e con vistose lacune. Ciò avrebbe provocato un inquinamento massiccio delle coste. Gli accertamenti della Procura proseguono su tutti gli impianti della zona.
Le ipotesi di reato sono di danneggiamento del territorio, disatro ambientale, omissione di atti d’ufficio in riferimento al mancato funzionamento degli impianti ed all’inquinamento del mare che ne deriva.
Gli impianti sequestrati
Santa Maria del Cedro, Grisolia, Diamante e due impianti siti nel comune di Maierà; alcuni sono già stati sequestrati e dissequestrati in passato e comunque tutti continueranno a funzionare.
Sotto stretta osservazione sono considerati invece gli impianti di depurazione di Fiumefreddo, Paola, Fuscaldo e Guardia Piemontese.
L’inchiesta, vedrebbe indagate una ventina di persone, tra amministratori locali e gestori tecnici.
Gli inquirenti, grazie anche a degli appositi appostamenti, avrebbero rilevato come in diversi impianti non funzionino le apparecchiature automatiche per l’immissione del cloro nel ciclo di depurazione. Questo sarebbe immesso manualmente, anche in quantità pericolose per l’ambiente.
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Il Commento del sostituto procuratore Giordano
«Molti impianti sono fatiscenti, altri sono molto al di sotto della soglia consentita». «Chiaramente – ha aggiunto – per questi si imporrà un discorso di chiusura e quindi si dovrà provvedere diversamente allo smaltimento dei rifiuti».
«I bagnanti – ha sostenuto Bruno – hanno rilevato l’impraticabilità delle acque e noi abbiamo deciso di andare in profondità, una volta per tutte, su questa vicenda degli impianti di depurazione che non funzionano o funzionano male. Stiamo cercando di monitorare tutto il circondario. Purtroppo devo rilevare che pochissimi impianti risultano decentemente funzionanti».
Gli impianti, secondo Giordano, «inquinano perchè gli accorgimenti tecnici che devono presiedere al corretto funzionamento non vengono rispettati. Ad esempio, in alcuni impianti, il cloro anzichè essere versato con una procedura automatica viene versato ad occhio, determinando concentrazioni massicce che diventano sostanza cancerogena e quindi nociva per la salute». «Stiamo individuando – ha concluso il procuratore – delle responsabilità. C’è una responsabilità quasi oggettiva che grava sui sindaci, i responsabili degli uffici tecnici, i gestori degli impianti. Chiaramente per le responsabilità in dettaglio c’è ancora tempo per definirle correttamente».
Ciao, sono un turista che ha soggiornato a Fuscaldo quest’ultima settimana. Vi confermo che il mare è sporco da fare schifo, nonostante i commissariamenti dei depuratori. Fate q.sa, perchè il posto è molto bello ma il turismo scappa.
Ciao Antonio, grazie per acerci fatto visita e nonostante tutto spero che tu ritorni. La situazione del Tirreno cosentino è purtroppo tragica, e pensare che solo fino a pochissimi anni fa era sul serio un mare da bere… Purtroppo politici locali ed anche (ahimè) qualche cittadino preferisce nascondere o negare l’evidenza piuttosto che lottare e portare a galla il problema. Peccato veramente. Speriamo che l’attuale inchiesta della procura di Paola serva quantomeno a far funzionare i depuratori a regime perchè in effetti da quando hanno messo i sigilli qualche lievissimo miglioramento c’è stato… Lievissimo però…
25 agosto 2009
Vacanza al mare di Fuscaldo terminata. L’incubo è finito!
Carmelo
P.S.
13° motivo per non tornarci : incendi dolosi