Oggi ricorre il 17mo anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.
Sembra che sia accaduto ieri; qualcosa è stato fatto, secondo me non abbastanza. La mafia, anzi le mafie sono sempre forti e pericolose. Probabilmente la vecchia cupola siciliana così come l’abbiamo concepita per anni non esiste più ma la forza criminale delle cosche rimane intatta. Ho sempre pensato che contro le mafie lo stato debba sentirsi in guerra. E’ una guerra e come tale va combattuta. Nelle guerre sovente succedono cose spiacevoli, ma chiediamoci quanto ci viene negato quotidianamente da questi criminali: ci negano la libertà, ci negano la possibilità di far crescere liberamente i nostri figli, negano al territorio la possibilità di svilupparsi, proprio come fa il cancro in un essere umano. Il cancro uccide, la mafia è uguale, è il cancro della società e come tale va combattuto duramente, anche con mezzi estremi. Non si può pretendere che il cambiamento parta dalla gente comune perchè la gente ha paura, ha paura soprattutto di una giustizia lenta, debole e con pochi mezzi, ha paura dell’impunità dei criminali. Molte procure al sud sono sguarnite, quelle di frontiera spesso sono al collasso ed il pericolo di vanificare anni ed anni di indagini è reale e sta accadendo fin troppo spesso. Se la guerra la si vuole vincere occorre ben altro…
Un’ultima cosa, ho la vaga sensazione che da qualche anno vengano fin troppo mitizzate alcune figure criminali. Anni fa i ruoli erano ben chiari, sarebbe ora di ribadire che chi delinque è il male. Non esiste il mafioso buono, non esiste il camorrista buono, non esiste ndrangheta positiva, spero che la tv inverta la rotta… Torniamo a dare dignità a chi nella lotta alla mafia rischia quotidianamente la vita.





Come si fa a non lasciare un commento. Appoggio in pieno la tua riflessione finale. Telefilm come “Il capo dei capi” e non solo, hanno fatto più male che bene, anzi, diciamo che hanno fatto solo male. Chissà perché i film sui “buoni” vengono snobbati, e i film sui “cattivi” diventano campioni d’incasso.
Mi ha fatto molto riflettere il punto in cui dici che lo stato deve sentirsi in guerra contro la mafia. Pensiero che condivido, ma che purtroppo porta con sé tutta una serie di considerazioni. Non molto tempo fa, a teatro, ho assistito ad un monologo recitato da un “boss mafioso”. Il signor P. (provenzano???) diceva che è da ipocriti dire che lo Stato deve combattere la mafia. Perché lo stato E’ MAFIOSO. Se anche una sola legge è stata votata con l’appoggio di anche un solo uomo legato alla mafia, tutto lo stato sarebbe già condannato ad un peccato originale incancellabile. E le persone legate alla mafia, che hanno agito all’interno dello stato (continuava il boss) sono centinia e centinaia.
Perché una guerra abbia senso, occorre che almeno vi sia una reale “contrapposizione”, senza la quale tutto è vano. Il boss mafioso però ha dimenticato un piccolo particolare, che si chiama appunto Giovanni Falcone (o Paolo Borsellino, o Peppino Impastato, o Placido Rizzotto, o tanti altri). Questi uomini, questi eroi, con il loro sacrificio hanno dato un senso profondo a questa lotta, che tutti insieme dobbiamo portare avanti…
Ciaooo
Si, hai ragione, purtroppo la corruzione, la mafia alberga anche tra i banchi del parlamento. Del resto loro sono un nostro prodotto, uno spaccato della nostra società. Non dovrebbe essere così ma così è, purtroppo. Qualche tempo fa Travaglio (che non mi sta particolarmente simpatico) illustrò approfonditamente e con dovizia di particolari, alcuni degli aspetti più controversi riguardanti la riforma della giustizia…cose veramente raccapriccianti… A quest’ora Falcone si starà rivoltando nella tomba…