C’era una volta il turismo. Si, avete capito bene, c’era anche qui, sul Tirreno cosentino. C’era un periodo non troppo lontano in cui la cittadina di Fuscaldo era affollata di turisti; parliamo degli anni ‘70, ‘80 fino ai primi anni ‘90. Prova ne erano gli alberghi sempre pieni, Hotel Sud, Hotel Total, Park Hotel, Il Vascello…per finire al più grande: il Sangrilà Hotel Club. Ecco a voi come appare oggi quest’hotel:
Lo stato di abbandono della struttura sembra lo specchio del momento infelice in cui versa la costa tirrenica cosentina. Sembrano passati secoli da quando l’Hotel Club Sangrilà ospitava centinaia e centinaia di turisti, fino ad 800 posti circa, costantemente occupati attraverso turn-over , fino a settembre inoltrato. Ovviamente notevole era l’indotto non solo per la città di Fuscaldo ma per tutto il comprensorio.
E’ veramente triste vedere una struttura così grande chiusa, spenta, tetra, quando fino a pochi anni fa era il baricentro del turismo cosentino. Nello specifico non sappiamo i problemi che hanno portato alla chiusura del Sangrilà. Non sappiamo se ci siano stati problemi societari, strutturali o altro ancora. La certezza è che la sua chiusura coincide con un momento particolarmente brutto per tutta la fascia costiera cosentina. Fuscaldo, come tanti altri paesi limitrofi sembra una realtà agonizzante. Non solo si sono svuotati gli alberghi, sembra che persino il turismo “di rientro” si stia drasticamente ridotto. Il turismo di rientro per chi non lo sapesse è costituito dai nostri calabresi emigrati per lavoro, tradizionalmente attaccati alla terra natìa. Questo tipo di turismo non solo contribuiva ad un discreto indotto ma facilitava il mantenimento dei rapporti familiari. Del resto, le condizioni erano favorevoli: mare e spiagge pulite pressocchè incontaminate, prezzi contenuti, se poi si gode anche della famiglia, perchè andare altrove? Ma queste condizioni sono mutate, la Calabria ha tradito i suoi figli. I Calabresi hanno tradito i Calabresi, hanno tradito loro stessi. Le amministrazioni locali sono cadute in un eterno oblio, dimenticando, disinteressandosi del bene pubblico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, mare inquinato, spiagge sporche, cementificazione selvaggia. Soprattutto la condizione primaria ossia il mare pulito è venuta meno, il bene più prezioso è svanito, proprio come i turisti, di ritorno o meno, svanito l’indotto, svanita la prospettiva di crescita. La colpa? equamente divisa fra i cittadini ed i loro politici che li rappresentano, che poi non sono altro che la loro proiezione. Inutile vergognarsi o meravigliarsi di quello che lo specchio riflette.
















